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Rêverie - Notturno op.19 di Giulio Regondi

Video tratto da un concerto tenuto a Nuoro nel Luglio del 2008.

 

 

[Film] All or nothing

Titolo: Tutto o niente (All or Nothing)
Regia: Mike Leigh
Sceneggiatura: Mike Leigh
Fotografia: Dick Pope
Interpreti: Timothy Spall, Lesley Manville, Alison Garland, James Corden, Helen Coker, Ruth Sheen.
Nazionalità: Gran Bretagna, 2002

All or nothing (Tutto o niente) è uno spaccato della middle class inglese, amaro e doloroso. Immagini e dialoghi convergono tutti inesorabilmente verso la solitudine dei singoli personaggi. Bastano sguardi e anche silenzi per avvertire quel tremendo stato di malessere diffuso.

Lavoro, amore, vita sono uno squallore. L'immagine di tutto che si sgretola è terribilmente filmata e sceneggiata. Temi vicini a tutti noi - a chi più a chi meno - e resi magistralmente da Leigh che avevo sinceramente sottovalutato dopo la visione di Segreti e bugie ( del 96 ), Ragazze ( del 98 ) e Topsy Turvy ( del 99 ).

Drammatico e bellissimo.

Intervista su Guitart n.51 (Luglio 2008)

Sul n.51 (Luglio - Settembre 2008) del magazine per chitarra GuitArt (www.guitart.it) è stata pubblicata una intervista al sottoscritto nel quale si parla del progetto discografico Trascendentia (del quale presto spero di poter pubblicare importanti novità distributive) e della attività artistica in senso lato.

L'intervista è disponibile qui, in formato PDF grazie all'autorizzazione della direzione di Guitart.

Barrios Competition 2008 Jury

Definita la Giuria Internazionale per la 5a Edizione del "Agustin Barrios" International Guitar Competition che si svolgerà a Nuoro dal 21 al 23 Novembre 2008.

I colleghi che comporranno la giuria insieme al sottoscritto sono:

 

Rispettivamente, da sinistra in alto: Alfredo Escande (Uruguay), Frederic Zigante (Italia), Marten Falk (Svezia) e Gianni Nuti (Italia).

Si tratta innanzitutto di professionisti con altissima preparazione culturale e musicologica ed in secondo luogo di nomi illustri del mondo delle sei corde. A loro va il mio grazie per la loro preziosa collaborazione.

Maggiori informazioni sulla giuria e sul concorso sono disponibili sul sito ufficiale: www.barrioscompetition.com

Al termine la IX Rassegna di Concerti

da "La Nuova Sardegna", 6 Luglio 2008

Martedì 8 luglio 2008 termina la Nona Rassegna di Concerti organizzata dalla Associazione Musicare di Nuoro. La stampa regionale ha oggi voluto mettere in risalto il percorso tracciato e i prossimi ambiziosi progetti dell'Associazione Musicare che riprenderà le attività in Settembre con l'organizzazione dei Musicare Guitar Courses, una serie di 8 Masterclass destinate a studenti e professionisti a cadenza mensile che si snoderanno fino a Giugno 2009 a Nuoro.

Agosto a Cala Gonone

Quest'anno grazie alla completa disponibilità di una casa a Cala Gonone trascorrerò il mese di Agosto in uno dei lidi più belli del Golfo di Orosei. 4 settimane nelle quali potrò unire passeggiate in spiaggia a sessioni di studio (cosa che faccio normalmente ma vivendo nel cuore dell'isola sono sempre costretto a prendere l'automobile).

La casa è splendida, a poche centinaia di metri dal mare e una vista meravigliosa. Una piccola veranda protetta consente lo studio anche all'aperto nelle ore serali mentre la brezza arriva dal mare.

angelogilardino.com nuovo sito internet

E' onLine la versione italiana del nuovo sito internet del chitarrista compositore Angelo Gilardino.

http://www.angelogilardino.com

 

Aperte le iscrizioni al Barrios Competition 2008

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Sono aperte da oggi 14 Giugno 2008 le iscrizioni per la V Edizione del "Agustin Barrios" International Guitar Competition organizzato dalla Associazione Musicare di Nuoro (www.associazionemusicare.com)
La procedura di iscrizione, oltre che nel modo tradizionale, può essere completata onLine in tre semplici passi e grazie all'ausilio dei potenti e sicuri (128 bit) server di Paypal.
Sito ufficiale: http://www.barrioscompetition.com
La giuria internazionale del concorso verrà definita entro il mese di Luglio 2008 con un mese di anticipo rispetto alle date stabilite inizialmente.

Ci sono importanti novità che riguardano le prossime edizioni di questa manifestazione della Associazione Musicare. Le renderò pubbliche entro Settembre/Ottobre 2008.

Prima della prima del Concerto di Oliena

L'11 Giugno prossimo farò una prova del Concerto di Oliena per chitarra e orchestra di cui sono il dedicatario scritto da Angelo Gilardino nel Dicembre del 2007 direttamente a casa dell'autore. Senza orchestra, naturalmente, ma grazie all'ausilio dei potentissimi mezzi audio-informatici di cui dispone il compositore sarà possibile emulare il suono di tutte le sezioni orchestrali.

Sarà la prima prova dei tre tempi completi del Concerto fuori dalle quattro mura del mio studio. Un po' come una creatura neonata che rompe il guscio per venire al mondo.

Non ho la più pallida idea del numero di volte che un musicista abbia avuto l'occasione e la fortuna di essere il dedicatario di un concerto per il suo strumento solista e orchestra e abbia potuto far visita ad un compositore dell'importanza storica di Gilardino per poterne eseguire una "prima della prima" a quattr'occhi. Ma auguro a tutti coloro che hanno a che fare con la musica di avere una opportunità del genere. Non esiste cachet che ripaga di questa soddisfazione.

La prima esecuzione mondiale è prevista per il giorno 7 Ottobre in Basilicata (data ancora da confermare) e corre voce - anche questa da confermare - che verrà poi pubblicato un DVD con l'esecuzione.

Strade da percorrere

Chi fa arte non deve mai avere paura di percorrere una strada da solo: il tentativo in sé, l'atto di osare è arte. Rinunciare a questo per andare incontro all'ovvio e al banale è noiosa imprenditoria e non ha nulla a che vedere con la bellezza della scoperta.

Diffidate da chi da definizione della qualità di un prodotto artistico degno d'essere definito tale con i numeri, con le cifre o - peggio - con la quantità di persone che ne comprendono il significato al primo colpo.

Arte e quantità sono due concetti slegati tra loro, quasi in contrasto. La funzione dell'arte non ha niente a che spartire con il business; la soddisfazione nel raggiungere un obiettivo personale sulla base della propria preparazione e cultura prima e sensibilità poi è il miglior compenso per chi ha la fortuna di comunicare con un linguaggio unico.

Sindrome da nickname

Internet ha cambiato il modo di interagire con l'informazione più di quanto abbia fatto la televisione, sistema mediatico unilaterale per antonomasia. Le cose sono diverse sul web e le possibilità infinite.

Accade spesso però che questa enorme possibilità sia travisata da mezze tacche nascoste dietro una tastiera ed un monitor che adorano usare un nickname (o semplicemente nick, uno pseudonimo usato per identificarsi in un determinato contesto o in una determinata eCommunity) per il solo gusto di dar fiato alle loro frustrazioni, nevrosi e invidie sfogandole contro chi invece si espone con idee e concetti propri.

Non sanno che un nickname non è una maschera per l'anonimato ma una personalità speculare che dovrebbe in qualche modo semplificare il richiamo all'autore di una argomentazione o un concerto espresso pubblicamente. Non è un parto del web; il nickname è roba antica: lo usavano i vichinghi in battaglia o per le cerimonie o per unire i nomi di due sposi.

Sovente capita spesso di leggere esternazioni - inutili - tendenti al flame di una genia di persone incapace di confrontarsi e di mettere il proprio nome e cognome in cima ad un post di qualsiasi natura come se, così facendo, si potesse acquisire il diritto di dire tutto ciò che si vuole in completa assenza di rispetto e buona creanza. Uso anche io un paio di nickname sul web ma non per questo mi sento autorizzato a diffamare o offendere chi, invece, ha il coraggio di dare i suoi pareri (anche contro-corrente) usando la propria faccia e il proprio nome.

Generalmente considero coloro che usano un nickname per agire da anonimo autorizzandosi a vomitare su piattaforme elettroniche o su forum o su blog tutto quello che gli passa per la testa senza alcun rispetto per gli altri degli ometti insignificanti, consapevoli che il loro parere nella vita reale verrebbe ed è ignorato da tutti coloro che li circondano.


Concerto di Patrick Vena a Nuoro il 13.6.2008

La IX Rassegna di Concerti per chitarra organizzata dalla Associazione Musicare di Nuoro prenderà il via il 13 Giugno prossimo con un recital per chitarra sola del chitarrista finlandese Patrick Vena.

Il programma previsto è il seguente:


Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)

Suite 996 (Preludio, Presto, Allemande, Courante, Sarabande, Bourré, Gigue)

Mauro Giuliani (1781 - 1829) Choix de mes fleurs cheries ou Le Bouquet Emblematique Op. 46 e Variazioni sul tema della Follia di Spagna, Op. 45

Alexandre Tansman (1897 – 1986) Cavatina (Preludio, Sarabanda, Scherzino, Barcarola, Danza Pomposa)

Leo Brouwer (1939) Hika "in memoriam Toru Takemitsu" e  Sonata (Fandangos y boleros, Sarabanda de Scriabin, Toccata de Pasquini)

Alcune note biografiche su Patrick Vena: Patrick Vena inizia lo studio della chitarra nel ‘93 a Itä-Helsinki presso l’Istituto Musicale della città.
Successivamente orienta i suoi studi verso la Pedagogia e nel 2003 con la guida del Maestro Juan Antonio Muro si laurea con successo a Itä-Helsinki in Pedagogia Musicale.
Ottiene il Diploma Accademico in chitarra nel 2007 presso l’Accademia Sibelius frequentata dal 2003 sotto la guida di Jukka Savijoki.
Patrick Vena é stato premiato in in vari concorsi internazionali per chitarra, tra cui l’Agustin Barrios International Guitar Competition, a Nuoro (Italia), il primo premio al Concorso Chitarristico di Gragnano, Printemps de la Guitare (Belgio), Concorso Chitarristico di Jyväskyla.
Nel 2006 a Roma vince il primo premio al Concorso Fernando Sor dove, tra l’altro, riceve un premio speciale per l’esecuzione delle opere del compositore spagnolo.
E’ impegnato in una attività concertistica che lo vede esibirsi da solista e in duo con chitarra, flauto e canto.
Attualmente insegna presso il Conservatorio di Helsinki e presso la Scuola di Musica di Porvoo e studia Scienze Musicali presso l’Universitá di Jyväskylä.

Il concerto è, come per tutte le attività pubbliche della Associazione Musicare, ad ingresso gratuito e si terrà presso la sala conferenze del Ex-IACP in Via Piemonte a Nuoro con inizio alle ore 19.30.

La semplicità del successo personale

Oggi mi sono ritrovato a passeggiare per una delle coste dell'isola e come spesso faccio - o meglio tento di fare - a riportare alla memoria lo stato delle cose (vita, lavoro, obiettivi e quant'altro) di un determinato numero di mesi fa. Un anno per la precisione
Non amo i revival mnemonici, preferisco guardare sempre avanti ma a volte rifletto sul fatto che anche da una semplice automobile che percorre il nastro asfaltato di una strada, il traguardo o l'orizzonte da raggiungere appare sempre molto distante mentre se ci si gira (a patto di non vestire i panni del guidatore!) a guardare il lunotto ci si rende conto con quanta velocità ci si allontani da un punto raggiunto.
E sono quindi venute a galla dozzine di domande a cui ho dato risposta, molti obiettivi raggiunti, altri cestinati e altri ancora non ancora messi a fuoco a causa della quantità di carne al fuoco. Ho sorriso ripensando a problemi che invece si sono rivelati dei veri e propri fuochi di paglia e ripensato ai nuovi errori compiuti anche sulla valutazione delle persone, campo dove mi ritengo presuntuosamente molto abile.

E mentre tutto scorreva nella memoria ho ripensato ad una frase letta qualche mese fa non ricordo dove, probabilmente su un muro: "La vita è quello che ti succede mentre cerchi di raggiungere i tuoi obiettivi".
Mi sono domandato se mentre cercavo di raggiungere i miei, di obiettivi, avessi dimenticato di guardare cosa e chi mi passava intorno e - ahimè - ho dolorosamente constatato che è successo. Non spesso, ma è successo. Da sempre mi prefiggo di non perdere il gusto alle cose semplici da qui avidamente dipendo e dove ho radicato il mio senso di sopravvivenza al mondo nevrotico che vomita esseri (sub)umani che si uccidono tra loro per uno stereo ad alto volume, che uccidono per avere più soldi. Da sempre il mio studio quotidiano si basa prima sulla pratica costante del divenire una persona migliore per chi mi sta vicino prima di un interprete.

Ho imposto quindi a me stesso una futura ancor maggiore osservazione delle cose e degli eventi più semplici che mi circondano nonché il traguardo di slegarmi definitivamente - processo iniziato da molti mesi ormai - dai meccanismi arrugginiti e ottusamente bloccati del mondo musicale italiano nel quale occorre apparire qualcun altro per ottenere un riconoscimento fine a se stesso e senza alcun valore se non quello della vanità personale.

A certi livelli non si ha bisogno di conoscere l'opinione di chi guarda o ascolta: si fa quello che si ritiene opportuno fare con onestà intellettuale e culturale procedendo per una strada invisibile ad altri. Il gusto di percorrerla da soli è la soddisfazione per antonomasia: la realizzazione di se. Tutto il resto può anche scomparire.

Cinque sensi

Provo una profonda tristezza per tutti coloro che traggono il proprio piacere esclusivamente dai loro cinque sensi.

Andare da nessuna parte

Dietro il lavoro reale di un musicista - parlo ovviamente di chi ha a che fare con la Musica non con i palcoscenici mediatici di scimpanzé e circhi costruiti ad-hoc per il pecorame che desidera essere indirizzato da qualsiasi parte purché più lontano possibile dalla realtà in cui vive - non v'è alcuna necessità di approvazione. La ricerca ottusa dell'approvazione è obiettivo di chi può permettersi le sedute da uno psicoanalista o per chi in fiera sbandiera le lodi della sua antiaderente rivoluzionaria.

Leggo spesso interventi privi di ogni cognizione di causa in merito e domande alle quali dare risposta è una grande prova di altruismo e di - celato - ottimismo. Una su tutte è domandarsi perché un compositore del Novecento (Prokof'ev, Debussy, Ravel, Stravinskij o chiunque altro) non venga oggi preferito alle marionette che animano il circo televisivo e discografico in generale. Nella risposta ad una domanda del genere si deve sempre tener conto di due sostanziali elementi: il fatto che chi pone la domanda non ha alcuna voglia di conoscerne la risposta e che, anche conoscendola, continuerà a non aver alcuna voglia di approfondire l'argomento e continuerà a sollazzarsi con la superficialità.

Nel porre questa domanda non ci si rende conto che se quello che viene definito target (sul web ho letto con mio grande divertimento la definizione di 'utonto', ovvero, utente che inghiotte avidamente tutto quello che il sistema pubblicitario gli dà in pasto) per cui il prodotto discografico della star del momento (molto del momento) è stato confezionato non acquista il prodotto stesso, l'attricetta o cantantuncolo di turno scompaiono nell'oblio in meno di tre settimane; nel non ascoltare una registrazione di Arturto Toscanini che dirige la IV Sinfonia di Ludwig Van Beethoven, nè la fama di Toscanini nè il pilastro della musica del genio tedesco verranno scalfiti: l'unico ad essere più povero sarà proprio colui che non ha avuto la fortuna di ascoltare.

 

Sistemi isolati

In termodinamica un sistema isolato è un sistema che non interagisce in alcun modo con l'ambiente circostante, ovvero che non scambia massa, né lavoro, né calore. Nel mio modo di osservare ciò che mi circonda definisco sistemi isolati le menti di alcune persone con cui ho a che fare, prive di ogni capacità di apertura verso il nuovo, di spirito critico,  prive di ogni stimolazioni diverse dal ponte vacanziero, dalla finale di Champions League o del motomondiale.

Sistemi isolati terrorizzati da tutto ciò che non comprendono non disposti a faticare per carpire il significato più superficiale di argomenti che non conoscono. Sistemi isolati che non vivono su isole ma in zone cosiddette avvantaggiate economicamente e geograficamente.

Prendere atto che questi atteggiamenti sono propri, spesso, di esseri umani che hanno a che fare con l'arte è a tratti doloroso: incapacità di mettersi in discussione, di osare, di sbirciare dietro quel percorso intricato per vedere se è poi così intricato. Incapacità latente e palese nel modo di porsi nei confronti del nuovo o argomentare temi già proposti. Sistemi a tenuta stagna apparentemente portatori di ideologie o punti di vista contenuti dentro teste dalle quali se fosse possibile chirurgicamente aprire una finestra si potrebbe ammirare tutto quello che in realtà contengono: il deserto.

 

Pagliacci

L'esigenza del numero e della quantità piuttosto che della qualità è un'impronta che arriva direttamente dal mondo che ci circonda: il più è meglio. Molte persone molto successo. Molto è bene, ci viene insegnato.

In genere è il contrario. Nell'arte, degna d'essere definita tale, lo è quasi sempre.

Il concetto mediatico dell'arte che deve colpire (neanche fosse una mazza da baseball), impressionare e catturare un determinato target di ascoltatori (come un automobile o un succo di frutta) è proprio degli aspetti manageriali della musica, imprenditori che farebbero bene a buttarsi sulla vendita di telefonini, piuttosto.

Nel mondo della musica classica o colta l'esigenza di avere successo a tutti i costi ha tratti patetici: il tentativo di creare un sistema simile a quello delle rockstar con uno strumento acustico a sei corde caratterizzato da una varietà timbrica che nessun altro strumento può vantare, profondità a tratti imperscrutabile e un repertorio in continua crescita ha del ridicolo. E così ecco gigantesche torte di repertori noiosi, impastate e infornate per il palato smaltato d'amianto dell'ascoltatore medio(cre) che preferisce spendere 30 euro al mese per ammirare in diretta l'imbecillità palese di trasmissioni come il Grande Fratello piuttosto che comprarsi un libro e che non perde una puntata di Buona Domenica. Tentativi falliti in partenza e giustificati con la solita cretinata della diffusione dello strumento che non fanno altro che danneggiarne immagine e interpreti.

Degli imitatori, inservienti della musica  a caccia di stadi di persone che ascoltino le loro esibizioni di musichette e canzoncine ricopiate dal mondo che li affascina  - e che cercano di copiare spudoratamente senza comprendere le enormi differenze e aspetti finali risultanti - che facciano magari battere le mani per simpatia - in senso fisico - ad un pubblico che della chitarra non percepirà nulla se non un annacquato strumento da saltimbanco.

Per me sono e rimangono pagliacci.

Artista Piazzista

Credo fosse Pierre Corneille a sostenere che il bugiardo è colui che è sempre prodigo di giuramenti.
Ne ho conosciuti tanti e tutt'oggi continuo ad averci a che fare ma non mio malgrado. Li guardo, i bugiardi, li osservo e li studio e quasi, per loro, provo compassione.
Sono sempre carichi di promesse, sempre con la risposta pronta, apparentemente certi di tutto quello che li circonda  (un caro amico una volta, definendo un cretino usò "idiota senza dubbi"), sempre con il sorriso pronti a ridicolizzare qualsiasi argomento trattato o discusso, a buttarlo sul ridere, pronti a distribuire idee e progetti che mai realizzeranno sotto un cappello di atteggiamenti propri dei piazzisti.
Guardateli come gesticolano in continuazione, con veemenza, quasi, per dare corpo alle loro menzogne.
E promesse, quante promesse.
Sul lavoro, sulla vita, su tutto quello che li circonda. Persino così, senza vergogna alcuna, verso il proprio interlocutore che sente fin dalle prime parole la costruzione della fandonia. Approfittano di tutto quello che puoi fare per loro pensando d'esser furbi - ingenui - e portano a casa il bottino del loro bieco lavoro.
Sono dappertutto. Nella musica, nel tuo vicinato e persino dietro lo sportello della tua banca. Sono lì che si beano d'essere quel che sono, si convincono d'essere quel che non sono e vanno avanti così.

Eppure, nonostante questa presa di coscienza è sempre triste scoprirli tra i tuoi colleghi, tra le persone che con te dovrebbero condividere un lavoro meraviglioso come l'Arte, ascoltarli mentre distribuiscono bugie su quel che fanno e quel che avrebbero dovuto fare.
Bugiardi senza remore, patetici ometti rinchiusi in realtà soffocanti e asettiche, privi di personalità e di un minimo senso di dignità che pur di accaparrare un minimo risultato sarebbero capaci di derubarti.

Se sapessero che chi li osserva sa che mentono forse porterebbero con loro l'unico carico che meritano di trasportare: la vergogna.

 



Scuola Civica di Nuoro, anno accademico 2008-2009

Sono aperte le iscrizioni ai Corsi di Chitarra per l'Anno Accademico 2008/2009 presso la Scuola Civica di Musica "A. Chironi" di Nuoro.


L'attività didattica della Scuola è programmata a partire dall'1 ottobre sino al 30 giugno; le lezioni si svolgono con cadenza settimanale, ad eccezione del corso di registrazione digitale del suono che è strutturato in incontri mensili.
 

Modulo di iscrizione (per allievi già iscritti): Download (Formato PDF)

Modulo per ammissione (per nuovi allievi): Download (Formato PDF)

 

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 20 Giugno 2008


Informazioni:

 

SCUOLA CIVICA DI MUSICA "A. CHIRONI"
via Tolmino 08100 Nuoro
tel. 0784 36883 - 216792
 

E-mail: scuolacivica.nuoro@tiscali.it

Segreteria della Scuola:
Martedì: 10-12 / 15-18
Giovedì: 10-12/15-18
Venerdì: 10-13

Nuova edizione degli Studi di Fernando Sor

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E' stata pubblicati dalle Edizioni Curci un volume che racchiude i 20 Studi di Fernando Sor selezionati da Andrés Segovia.
Dopo una sorta ricostruzione dell'urtext dalle varie edizioni pubblicate durante la vita di Sor e dall'edizione di Napoleon Coste, viene effettuato un confronto diretto con la versione dopo l'intervento di Segovia.

Dall'editoriale di Angelo Gilardino:
"Lo scopo di questa edizione non è quello di riproporre la revisione di Segovia degli Studi di Sor come testo di riferimento per le esecuzioni di oggi, essendo state pubblicate, negli ultimi due decenni, diverse edizioni di lavoro – alcune pregevoli per accuratezza sia nel testo musicale che negli apparati -, ma quello di collocarla definitivamente nel contesto storico in cui fu originata, permettendo al lettore di oggi di comprenderne le aratteristiche, i valori e i limiti. A tale scopo, non sarebbe più sufficiente, oggi, una pura e semplice ristampa, e si fa imprescindibile il confronto con il testo originale.
In mancanza dei manoscritti autografi, è possibile avvalersi delle edizioni pubblicate durante l’esistenza ell’autore, o comunque ristampate senza modifiche di sostanza.
Per questa ripubblicazione, ci siamo serviti delle varie edizioni pubblicate durante la vita di Sor, senza omettere di consultare l’edizione di Coste e alcune edizioni postume, tenendo conto di tutte le piccole varianti: in sostanza, siamo pervenuti a una sorta di urtext formato attraverso un minuzioso confronto delle diverse fonti. Lo abbiamo riprodotto fedelmente, limitandoci a correggere, in quello che possiamo considerare l’originale, alcuni refusi, senza minimamente modificare il contenuto, anzi riportandone anche le incongruenze e le difformità nella scrittura musicale. Adottiamo tuttavia la stessa impaginazione dell’edizione Segovia, permettendo così una lettura sinottica delle due versioni e facilitando al massimo il confronto: ne emerge chiaramente la natura dell’intervento che Segovia operò sull’opera didattica e creativa di un autore classico che egli lesse e interpretò alla luce della sua estetica e del suo ideale.
"
Angelo Gilardino, Novembre 2007

La versione PDF della cover della pubblicazione è visionabile da questo link

Informazioni:
http://www.edizionicurci.it